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08|09|08 / antilele

Se danno solo Retta al privato

C’è un articolo nella nostra Costituzione, il numero 33, che recita testualmente:

"Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato"

Da qualche anno, palesemente in contrasto con la Costituzione, lo Stato, attraverso Regioni e Provincie, sovvenziona in via diretta e indiretta le scuole private. Tra l’altro, una forma di questi finanziamenti, il cosiddetto "buono scuola" viene direttamente erogato alle famiglie per pemettere alle stesse di mandare il figlio in una scuola privata, asino e genio che sia, alla faccia della sbandierata "meritocrazia" che tanto piace ai ministri dell’attuale governo.

Riportare la situazione dei finanziamenti alle scuole private nell’alveo della Costituzione, ovvero abolendoli, probabilmente farebbe risparmiare qualcosa in termini di spesa pubblica.

Ma tra l’abolizione di una misura di spesa anticostituzionale e il siluramento di quasi 100.000 tra insegnanti e bidelli in nome di una mai provata efficienza, il governo italico preferisce la seconda soluzione. Forte di un elettorato solidale neanche col proprio vicino di casa, che plaude ai calci nel culo ai fannulloni, veri o presunti, e se ne sbatte del calpestamento delle leggi e delle regole perpetrato dai piani alti sistematicamente. Con una visione d’insieme e un’attenzione al futuro che non vanno al di là del TV color in salotto e della prossima edizione del TG5.

  

 

 

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One Comment

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  1. AleDeTommy / Set 10 2008 9|54|am

    Il discorso è come al solito corretto , mio caro.
    Il problema è però valutare quali sono i veri obiettivi di pensieri liberisti o pseudo tali , ai quali il nostro governo dice di appartenere(e anche qua ci sarebbe da obiettare ma non è ora il caso).Il fatto è che quando certe ideologie si diffondono senza un freno tutto diventa mercato , l’istruzione diventa quindi un prodotto, la scuola un impresa a cui lo Stato deve venire incontro ,con sussidi e con agevolazioni ,affinchè si possa imprendere e migliorare.
    Dato che una privatizzazione così non sarebbe possibile farla, per ovvie rivolte popolari , la soluzione è quella di abbassare talmente tanto la qualità del pubblico da spingere la gente a rivolgersi al privato.
    In questa maniera sarà il privato stesso a “guadagnare il mercato”,che prenderà il tutto come una conseguenza del sistema e non come un imposizione dall’alto.

    Però così avremo che il prodotto di qualità avrà il suo prezzo , mentre il prodotto abbordabile alla massa sarà invece di qualità inferiore.
    Contravvenendo così ad alcuni principi su cui uno stato in quanto tale dovrebbe garantire , e tra questi l’istruzione di base paritaria per tutti , e istruzione di qualità superiore per gente meritevole , non per gente facoltosa.
    Probabilmente però questi principi di Stato sono scomparsi nel sentimento della gente ,esattamente come dici tu , e la situazione che viviamo ne è solo lo specchio.

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