Skip to content
08|09|18 / antilele

We are what They do

E’ bello avere al potere persone che della "politica del fare" sono campioni mondiali.
Loro pensano a lavorare, lavorare, lavorare, poche chiacchere, perché c’è il bene degli italiani (fiorettiste e miss soprattutto) da salvaguardare e  migliorare. Non importa "come" si lavora, l’importante è che si lavori. Perché nel paese dei fannulloni parastatali che non muovono un dito  il solo fatto di prendere decisioni, di qualsiasi tipo, è sinonimo di capacità, serietà, benevolenza verso un popolo.
Non conta null’altro che il "fare", verbo declinato televisivamente in tutte le possibili accezioni che denotino efficienza, riduzione degli sprechi, superamento del lassismo tipico dei politici, superamento delle ideologie, avanzamento del progresso (anche se non si sa bene quale), salvaguardia dell’italianità.
E’ efficiente cacciare 87000 insegnanti (non si sa bene in base a quali criteri) e ripristinare il maestro unico alle elementari; far pagare ai contribuenti i debiti di Alitalia riduce gli sprechi; infilare l’immondizia di Napoli (almeno quella a favore di telecamere) nelle falde acquifere è lontano anni luce dal lassismo di certi governanti; lavorare senza chiacchere è di per se un sinonimo di superamento delle ideologie; tornare al nucleare fa avanzare il progresso; svendere una compagnia aerea a una decina di industriali con palesi conflitti di interesse e condanne per tangenti alle spalle salvaguarda l’italianità.
Mi viene in mente un detto, che affascinava la mia mente di bambino e adolescente studente di istituto tecnico: "l’è mej la pratica de la gramatica" ("meglio la pratica della grammatica"). Poi col tempo ho capito che, oltre ad imparare un mestiere, nella vita conta anche avere un senso critico sviluppato, conta approfondire gli argomenti, è importante non smettere mai di studiare, di documentarsi, di provare a dare un perché a ciò che ci circonda o ci viene propinato. Perché è nella conoscenza delle cose che si affilano le armi per decidere il proprio avvenire e non ripetere gli errori del passato. Per resistere agli slogan e andare in cabina nelle vesti di cittadino e non di consumatore.
Tutto ciò è l’esatto opposto dell’involuzione del popolo italiano, ormai portata a compimento. In un paese dove per avere la pancia piena basta sapere dalla TV che un pluri-indagato "lavora per noi" 15 ore al giorno nei modi di cui sopra: fregandosene del prossimo se questo alberga oltre il terzo grado di parentela; stando alla larga delle correlazioni tra cause ed effetti quando queste richiedono uno sforzo intellettuale superiore al cambio di canale sul telecomando; idolatrando icone di furbetteria, sognando un giorno di aggirare qualche legge e fare il botto, tanto "così fan tutti"; denigrando a priori chi tenta di salvaguardare lo Stato di Diritto, esaltando al contempo la giustizia più o meno "fai da te" dei manganelli e degli anfibi in strada; plaudendo alle strade pulite e ai casini ben nascosti (di ogni genere e significato) .
Con un amore smisurato tutto italiano che corsi e ricorsi storici confermano con preoccupante regolarità. Un amore per l’unica forma di governo stabile e duratura che si è vista mai in Italia: l’autoritarismo. Con una notevole e preoccupante differenza: ieri l’amore nasceva e si sviluppava da qualche squadra nelle strade, il Minculpop e le adunate in piazza con ìl fez in testa. Oggi basta Porta a Porta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: