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10|03|24 / antilele

il Vergognale

Nulla di nuovo sotto il sole. Di fronte a zero argomenti di confutazione del ragionamento, il Giornale, as usual, si dedica al proprio sport preferito: il tiro al ragionatore. Santoro, Travaglio & Co. organizzano "Rai per una notte" per aggirare la (finalmente esplicita) censura e la simpatica Paola Setti a supporto, anzi a riporto, di Vittorio Feltri firma un pezzo dal titolo "Martiri dalle tasche piene, piangono con redditi da star" . E ci va giù dura eh! Nel merito? Neanche per sogno: "Senza vergogna – Per organizzare la puntata hanno fatto una colletta: due euro e mezzo a testa" recita il riassunto a centro pagina.

Non mi soffermo sulla solita dimostrazione di vuoto pneumatico che la violazione delle equazioni "giornalista che confuta Berlusconi = comunista = straccione" porta con sè. Quella si può liquidare come si liquidano quegli ignoranti che ti rimproverano di indossare un maglione firmato pur sposando delle tesi anti Berlusconi: si dice loro "ho portato l’eskimo in lavanderia" e li si rimanda a godersi "Pomeriggio 5".

Vorrei invece porre l’accento sul concetto di "vergogna" di questi Berluscones dediti al giornalismo. Per loro "vergognosi" sono quelli che riescono ad organizzare una trasmissione televisiva servendosi del contributo volontario di tecnici e giornalisti e  dell’autotassazione di cittadini liberi di decidere dove destinare i propri soldi. Non quelli che raccattano disoccupati a botte di centinaia di euro per riempire una piazza (con esiti imbarazzanti). Non quelli che inviano una lettera a chi governa dei terremotati per chiedere la loro presenza nella stessa piazza come atto dovuto verso il loro monarca, ovvero un personaggino che ha fatto diventare le loro terre martoriate la propria passerella elettorale permanente e il mezzo privilegiato per riempire le tasche di qualche suo amico delinquente. Non quelli che hanno bombardato i cellulari di migliaia di cittadini non consenzienti di spam elettorale con annesso invito a Roma. E mi fermo qui.

Piccolo suggerimento per Travaglio e Santoro: la prossima volta che decidono di organizzare una trasmissione si scelgano un paesino sperduto della Romagna, chiedano il supporto di youdem.tv, non si dimentichino i gazebo e la piastra per cucinare e chiamino il tutto, ovviamente, "Festa dell’Unità". Poi, già che ci sono, invitino tutta la redazione del Giornale per banchettare a salamelle e birra, giusto per nutrire il loro modo di fare informazione: ragionamento di panza ed espressione conseguente. Rutto o puzzetta fa lo stesso, soprattutto quando una colletta per mantenere un pezzo di libertà minacciata fa più scandalo del comprarsi qualche migliaio di supporters da mettere in piazza.

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