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11|05|11 / antilele

Not in my house

Se, durante un'assemblea di condominio, l'amministratore iniziasse a raccontare barzellette sconce o a fare battute da terza media sull'inquilino del quinto piano, i condomini spazientiti lo manderebbero a quel paese e nella successiva assemblea all'ordine del giorno ci sarebbe la cacciata dell'amministratore giullare.

 

Checché se ne dica, il motivo per cui all'amministratore del condominio Italia sia concesso di raccontare barzellette sconce o fare battute da terza media con tanto di applausi (e voti) dei condomini italiani, è che da trent'anni quello stesso condominio è immerso in un incantesimo televisivo che ha rincoglionito la sua maggioranza votante. Anche, e sopratutto, quella che dice che "le TV non spostano voti" e che scalpita per "l'uomo nuovo" che "rompe le regole della vecchia politica".

 

Quella stessa maggioranza in grado di chiedere ad un amministratore di condominio, giustamente, "cosa cazzo ti paghiamo a fare?" quando il tetto del palazzo perde acqua per un paio di mesi di fila, ma non di rendersi conto che votare e applaudire un pagliaccio imbonitore candidatosi per risolvere i cazzi propri ci porterà (ci sta portando) verso lo sfacelo.

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