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12|01|11 / antilele

Gente che ha rovinato un paese

Sul treno, seduto a fianco a me. Sulla sessantina. Non è un pendolare, c’ha la valigia. Arriva il controllore, non ha obliterato. Venti minuti di scazzo: controllore ligio al dovere enuncia la sanzione (48.05 euri), il passeggero prima pare pagare, poi rimette via la cinquanta euro e azzarda giustificazioni sparse: “non ho fatto in tempo a timbrare”, “il tassì era in ritardo”, “io il biglietto ce l’ho, lei non mi può multare”. Il controllore stila il verbale, Il passeggero non firma e passa alle minacce: “quando arrivo a Foggia faccio segnare tutto sul registro di esercizio”, “la multa gliela pago per vie legali”, “lei vorrebbe farmi pagare due volte il biglietto che ho già”.

Trattenendomi dal mandare affanculo il passeggerro che, con le sue farneticazioni, tra le altre cose, mi ha impedito di leggere una decina di pagine del libro che mi strappa dalla noia del pendolarismo, ho dovuto controllare un certo bruciore di stomaco. Bruciore derivato dal vedere un personaggio in torto marcio opporsi alle regole, ponendosi al di sopra o di fianco ad esse. Con giustificazioni illogiche e ignoranti, indegne di un Paese i cui avi hanno inventato il Diritto. Con una fare arrogante, con ridicole minacce di ricorso alla burocrazia, preziosa alleata quando si vuol far valere il diritto ai cazzi propri, demonio quando costringe a fare la fila alla posta. 

E se oggi siamo qui a tirare cinghie e a lacrimare sangue lo dobbiamo anche, e soprattutto, a gente come questo sessantenne insolvente col ricorso facile. Quella, per intenderci, per cui le regole valgono solo un po’, o solo per altra gente, o solo se non ledono il diritto all’italianità media.

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2 commenti

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  1. Buffer / Gen 11 2012 4|45|pm

    Buongiorno, sono globalmente in accordo con quanto hai scritto ma mi permetto di fare delle osservazioni. Tu sei un attento osservatore, hai notato la valigia, non è un pendolare e le scuse arrancate in seconda battuta sono penose. Tuttavia, il controllore, ligio al suo dovere, non lo è stato fin troppo? Cioè, magari il signore era davvero di corsa, magari era davvero il taxi in ritardo, il controllore ha guardato il biglietto? magari davvero era stato emesso pochi secondi prima, e per fretta o dimenticanza non ha obliterato il biglietto. Non sono d’accordo con il verbale indiscriminato, e suppongo possa creare fastidio vedersi scrivere un verbale senza se e senza ma.
    Ripeto, le scuse e le minacce sono imperdonabili, valutare l’effettiva necessità del verbale era una cosa fattibile.
    Questo il mio parere, non conoscendo nel dettaglio l’accaduto.
    Io personalmente ho deciso di non tollerare più chi lo fa consapevolmente, il padre del mio amico medico, l’idraulico, e la mia amica che cambia stato di famiglia per non pagare le tasse universitarie.
    Saluti
    Buffer

    • antilele / Gen 12 2012 9|11|am

      Ciao Buffer, non sono d’accordo con quello che dici. Ti spiego il perché.
      “Essere ligi al dovere” nel caso del controllore, significa far applicare tutte le regole, senza chiudere uno o due occhi. La mia opinione è che nell’essere ligi al dovere in professioni/situazioni come quella di cui stiamo parlando non esistono scale di grigi: o lo si è (con tutti) o non lo si è (con tutti). Questo per tre motivi:
      – la legge non ammette ignoranza e, salvo sia scritto nero su bianco, non ammette eccezioni
      – la legge deve essere uguale per tutti, e se si fa un’eccezione per qualcuno, allora per non ledere il principio bisognerebbe farla per tutti, tanto per quelli che sbagliano in buona fede, tanto per quelli che sbagliano in mala fede e frodano il sistema per trarne vantaggi personali a scapito degli altri
      – nella sua funzione di controllore (delle regole) il capotreno non è pagato per valutare se effettivamente un passeggero sia insolvente per cause che non dipendano dall’azienda che rappresenta, nè per decidere dalla faccia e dal tono di chi si trova davanti se questo sia un’anima candida o un truffatore incallito.
      “Valutare l’effettiva necessità del verbale” non è una cosa fattibile: per quella valutazione il controllore sarebbe dovuto andare al di là delle sue mansioni, andando ad “indagare” sulla natura del ritardo una volta appurato che non dipendeva da Trenitalia (ad esempio da una coincidenza) e decidendo sulla buona/male fede del passeggero.
      Con lo stesso principio un vigile dovrebbe valutare la necessità del verbale se uno passa col rosso (magari eran le 6 del mattino, e non c’era nessuno all’incrocio) o se uno parcheggia in divieto di sosta (se non crea intralcio al traffico o ai pedoni, perché multarlo?).

      PS: Tra l’altro nel regolamento di Trenitalia è ammessa la non obliterazione (quindi l’eccezione) se il passeggero che non oblitera si reca subito, appena salito, dal capotreno per notificarlo, a prescindere dalla ragioni che non gli hanno permesso di obliterare e dalla sua buona/mala fede (è arrivato effettivamente in ritardo, ha fatto il biglietto cinque secondi prima che si chiudessero le porte, ecc).

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