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13|02|01 / antilele

C’ho un rigurgito

Siete in tanti, oggi, a dire “finché non smantelleremo il sistema politico attuale completamente, non ci sarà futuro per questo paese”. Bene, bravi, bis. Sottoscrivo ogni parola, se volete. Anche se nasconde un’utopia difficile da realizzare con una sola tornata elettorale che arriva dopo il punto più basso toccato dalla nostra Repubblica. Ma va beh, vi voglio dare fiducia e credito.

Poi succede che un candidato premier, espressione di quella classe politica che si vuole eliminare dalla scena, se ne esca con un refrain duro a morire, ovvero quello del “Mussolini ha anche fatto cose buone”, versione generalista del “Quando c’era lui i treni arrivavano in orario” e “Lui ha inventato l’INPS e la tredicesima”. E allora qualche rompicoglioni tipo il sottoscritto si prende la briga di ricordare che quelle stesse conquiste del ventennio in campo economico e sociale, in altri Paesi, sono arrivate, magari qualche tempo prima, senza azzerare la democrazia, senza che che le Istituzioni si trasformassero in covi di “yes-man” dediti alla somministrazione dell’olio di ricino e all’uso dei bastoni, senza creare un ministero con funzione di ghost writer per i maggiori quotidiani del Paese, senza Cristi fermatisi ad Eboli.

Alla fine, chiusura del cerchio, tornano quelli di prima, dello smantellamento. Ti fanno notare che ricordare certe cose è tempo perso e che non possiamo permetterci di spostare l’attenzione del dibattito sull’eterno scontro tra fascisti e antifascisti, perché così si fa il gioco della casta, si perde tempo, si fa filosofia fine a sè stessa, la gggente c’ha da arrivare a fine mese.

E allora no, vi devo togliere la fiducia sulle vostre parole iniziali. Perché il sistema politico attuale non si potrà smantellare finché non sarà ben chiaro a tutti che la mancanza di diritti, libertà ed uguaglianza non può essere merce di scambio per veder costruito un ponte e avere le ferie pagate in busta paga. Perché tutte le forme di fascismo si nutrono dei contentini dati al popolo per perpetrare le proprie oligarchie nel sonno dell’opinione pubblica e per diffondere modelli di comando dove chi decide non lo fa in base alle proprie idee, ma in base a criteri di fedeltà al capo di turno. Dove l’accesso alla leve di comando è precluso al meritevole e capace, spalancato al ruffiano e venduto, con effetti devastanti sul medio-lungo termine. Trovate qualche analogia con il sistema di potere attuale dell’Italia? Io parecchie. Quindi, cosa si vuole smantellare davvero? Ma soprattutto come? Vogliamo distruggere le fondamenta o limitarci a dare una mano di bianco ai muri?

E chiudo dicendovi che la Costituzione, nata dall’antifascismo militante, è stata scritta in un modo preciso, e non a caso. Non c’è scritto infatti come fare i ponti, le strade o trovare le risorse per pagare le pensioni e le tredicesime. Ma c’è scritto qualcosa che ha a che fare con l’uguaglianza, le libertà di pensiero, parola e religione, il diritto ad avere un lavoro dignitoso. Fossi in voi, anziché blaterare di rivoluzioni, aprirei la Carta, perché forse qualche consiglio per uscire dalla merda odierna i Padri Costituenti l’avevano già inserito.

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